Skip navigation

La voluttà di sentirsi soli, all’alba, quando tutti sono addormentati, e non si è la rappresentazione o la volontà di qualcun altro…

***

Ogni estroversione, ogni apertura, ogni sporgenza sull’alterità, ha per destino un fallimento conosciuto, previsto, inevitato.

***

L’unico infinito possibile è la possibilità di dirsi. Anche nel silenzio. Un lampo. Non c’è un limite a quel possibile. Infinito, anche quando è impossibile.

Il pensiero di aver detto tutto non è altro che tristezza. Non finita. Che diversamente dal solito, la scrittura non cura.

***

Ho ragione io. Ma l’ho talmente confrontata, ammaccata, data in prestito, che, come tutte le cose prestate e usate senza riguardo, si è sciupata, consumata, come se alla fine, senza neppure usarla, si fossero dimenticati di restituirmela.

***

Senza ragioni, sotto una luna brillante di ghiaccio — la lama gelida della gioia lacera dal di dentro per crearsi un varco, il sangue a cristalli — vago per queste albe di brina.

 

tumblr_o24g72qfat1uhpne1o1_500

il nulla — starvi al cuore

il cuore (coraggio) della solitudine veleni

per gli altri (vi deludo forse

sicuramente)

* * *

«È difficile essere più distaccati dalla vita di quanto lo sia io adesso». (David Hume).

* * *

Un posto del tutto privo di presenza umana.

A ragionevole distanza da escludere ogni contatto umano.

Totale assenza di campi elettromagnetici.

Non necessariamente inospitale. Termicamente. Economia di raccolta. O sussistenza.

Il deserto è un luogo ideale.

* * *

In fondo, tutti i peana dell’alterità non sono altro che una mistica dell’incompletezza.

* * *

Ma il bello è stato quando, tirando in ballo Ausubel (la conoscenza è un sapere costruito, la conoscenza è un fatto sociale…), ho detto: uno da solo può arrivare a conoscere abissi, ma di questa conoscenza non ce ne facciamo niente…

Un bravo maestro è però quello che ha fatto pace con quello che non ha potuto, non può dire.

* * *

La realtà non solo va guardata in faccia. Bisogna anche guardarle il culo.

* * *

(James Bond): — «I’m not sure I ever had a choice» (S. Mendes, Spectre, 2015).

* * *

Sentimento del tempo. Sempre a volere che arrivasse in fretta. Ed ora, che passi in fretta; alla svelta, per meglio dire, da chi fretta non ha mai avuto.

* * *

Le distrazioni servono a pensare ad altro. A me invece per non pensare a niente.

* * *

Rari momenti in cui ho voluto che il tempo dilatasse, si dilatasse. Dilatasse con sé anche l’essere, che agisse sull’essere. Ma il tempo è l’essere. Forse ora vorrei che smettessero di coincidere, di essere la stessa cosa. Andassero l’uno da una parte, l’altro da un’altra.

* * *

Una ricerca di sinonimi durata una vita… La vita non è esistenza, come a volte ho detto erroneamente (ovviamente, lo è, ma non solo). La vita è l’essere. (Il nostro modo di essere – diversamente, è ovvio, da una pietra – cioraniana fascinazione del minerale…).

* * *

Attimi di gioia. Notti come questa. Non un numero sterminato, ma tante. Solo il silenzio della notte, qualche grillo, il suono del vento fra gli alberi. Le parole scambiate, poche, e pochi gesti. Se tutto questo valesse la pena della vita, va bene, è un discorso che farò un’altra volta. Magari da solo. Non come ora, che la solitudine è affollata dalla coscienza di una vita piena. Troppo, decisamente troppo. Troppa. Nonostante una vita vuota. Vuota e troppo piena. Una tazza sbreccata, di cui ho tenerezza, come se ne conoscessi ogni angolo, concavità, crepa.

Mentre non ho esitazioni per la conoscenza, ne ho per la tenerezza. Che riverso, tutta intera, per le vite degli altri.

* * *

Tutto questo mi dice che noi, io, non siamo un io diviso, scisso, spezzettato, ma come quel sasso che ho raccolto poco fa: tondo da un lato, spaccato da un altro, segni geologici di unione, divisioni, asperità. Un tutto insieme. Un frammento, non un io frammentato.

* * *

Finché avrò respiro. Il respiro unico limite, che non vorrebbe limite.

Desiderio nel midollo, una pretesa impossibile. Necessaria. Quanto respirare.

Strade infinite. Non tutte possibili. E ignote. Debolezza. Nessun pudore. Aiuto. Forza. Nel respiro corto.

* * *

Esperienza dell’addio.

* * *

Io mi chiedo dell’istante.

* * *

Le nuvole si muovono cambiando.

* * *

Se «gli orizzonti perduti non si incontrano mai» vuol dire che in realtà non li si è mai trovati. D’altra parte, provateci, con un orizzonte.

* * *

La vita sta scivolando lungo una china di mancanza di senso a tal punto da lasciarmi non solo senza parole, il che non sarebbe il male, ma senza fiato.

* * *

In fondo, l’unica cosa importante è starsene a passeggiare pensando ai destini dell’esistenza. Cioè a niente.

buster

Al perverso piacere del solo desiderio [è preferibile] il desiderio del piacere, seguito dal piacere del piacere.

***

Ognuno è ciò che lo avrà reso un percorso affettivo, emotivo, sensuale, mitologico, storico, sociologico, religioso, spirituale, metafisico, ontologico, familiare, geografico, filosofico. Al che si aggiungerà quel che aveva fatto di ciò che si sarà voluto fare di lui, secondo la felice scoperta di Sartre della psicoanalisi esistenziale. […] Che cosa ho personalmente fatto di ciò che […] hanno voluto fare di me?

***

Da cittadino del mondo, ma ancora ancor di più da abitante dell’universo, del cosmos, Diogene rivela uno dei segreti edonistici: la felicità è questione di solitudine, e si paga con l’incomprensione degli spettatori non impegnati in questo cammino.
(Michel Onfray)

.

La vita avrebbe potuto essere vissuta. L’ho capito tardi, e così mi ritrovo invece ad aver vissuto.

***

Il bisogno è incolpevole.

Se invece avessimo messo i bisogni, al cuore della società, se non avessimo costruito regole disumane, assurde… L’assurdità deriva dal non sapere cosa sta veramente al cuore della società. Si può però dedurlo a contrario: basta vedere i suoi prodotti: possesso, oppressione, sfruttamento… Regole così vanno benissimo.

***

«Avere a cuore»… Ma un cuore può contenere così tanto? E le lacerazioni? Non sarebbe meglio un cuore disabitato?

***

Basta col passato. Chi non ha un futuro non dovrebbe gingillarsi più col passato. Ve lo dò io il qui-e-ora. Sui denti.

***

Ora però, senza poter più fare uso del disprezzo della vita, si è più deboli.

***

– Come portare avanti un dialogo in tempi di rinuncia alla scrittura?

– Ma non esiste alcun dialogo.

– Ah, benissimo.

***

La fiamma, anche se non brucia, lascia cenere.

***

Non badate a me. Accendete pure fuochi nella notte. Fate luce. Non mettete niente a ferro e fuoco.

***

La distrazione… Il pensiero è sempre oltre. Non venitemi a dire che la vita è ciò che stiamo facendo

***

La solitudine va affrontata da soli.

***

Anche prima della macchina di Babbage la comunicazione non era altro che virtuale.

***

Il virtuale non è certo il reale. Ma il virtuale fa parte della realtà.

Sbrogliatevela.

***

Di quelle situazioni in cui il migliore degli esiti non può fare altro che lasciare scontento e rabbia.

***

«Perché essere difficili quando con un minimo sforzo potete diventare impossibili?» (B. Keaton).