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Scrittura del frammento e della dislocazione, il lavoro in versi di Taormina è lavoro di una vita, lettura che richiede l’impegno di entrare nella misura e nella durata, nelle pieghe delle immagini. Adeguato il respiro, sabbia, mare, coralli, tramonti, stelle, onde, i segni lasciati nell’uomo dalla terra. E cambia la visione delle parole: dallo sguardo fotografico alla prospettiva del sentimento. Prospettiva… nient’affatto: i punti di vista, i punti di fuga si sovrappongono: «ti ho carezzato / con le parole». I bordi dei frammenti nella vita parlano, spigolosi, taglienti, oppure smussati, si legano di continuità; in un attimo, «il tempo / è scivolato / così bene / nella poesia / che non si vede».
E affiorano linguaggi altri: il silenzio, l’assenza, il discorso amoroso, dialogante contro ogni evidenza, come se si trattasse di respiro. E così è.
Nelle soste, si rimane, soli, con la coscienza del mondo.

Emilio Paolo Taormina, Lo sposalizio del tempo, Edizioni del Foglio Clandestino, 2009, 104 pagg, 8 €.
Note di lettura di Massimo Barbaro e Sergio Lagrotteria

postato da error405 13/10/2009 13:23

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