Skip navigation

~

Come la maggior parte dei poeti cinesi contemporanei, Zhai Yongming ha vissuto il periodo della rivoluzione culturale (1966-1976). Per due anni, da adolescente, Zhai è stata allontanata da Chengdu, la città in cui era nata, nella provincia di Sichuan, per andare a “imparare dai contadini”, facendo lavori manuali in campagna.

Tornata in città nel 1976, si è dedicata alla poesia e ha studiato al Dipartimento di Tecnologia Laser all’Istituto Chengdu per le Telecomunicazioni e l’Ingegneria, laureandosi nel 1981.

Dal 1998, Zhai gestisce un bar, sempre nella città di Chengdu. Non si tratta di un vero e proprio bar, nel senso comune, ma di un ibrido tra un café, una tea house e una libreria: un book bar, dal nome White Nights.

Zhai Yongming ha pubblicato:

Nüren (Donna), poesie, 1988

Zai yiqie meigui zhi shang (Su tutte le rose), poesie, 1989.

Zhai Yongming shiji (Poesie scelte), 1994.

Cheng zhi wei yiqie (Chiamalo tutto), poesie, 1996.

Heiye li de su ge (Semplici canzoni di notte), poesie, 1997.

Dice Zhai Yongming:

La poesia è un eterno desiderio di parole inconoscibili e oggetti inaccessibili.

Scrivere poesia è un processo che implica l’attesa che un miracolo si compia. L’istante in cui ci sforziamo tanto per avvicinarci è l’istante in cui ci abbandoniamo alla volontà del Cielo.

La poesia sarà sempre una forma di ricerca: trascendendo il linguaggio, l’intelletto, la bellezza e anche la morte, essa appende i suoi punti interrogativi sull’orlo del tempo.

Un poeta concentra tutte le sue passioni su un sentimento per la scrittura [wenzi qing]. E scopre cose della massima importanza in caratteri e parole investite di significati ordinari. Il sorgere e cadere dei caratteri fornisce assistenza ai giochi segreti che il poeta gioca nel suo cuore dei cuori, e lo aiuta a farne discendere i ritmi intriganti dell’ineffabile[1]».

È il caso di avvertire il lettore occidentale – per altri versi già abbastanza spinto ermeneuticamente fuori strada per quanto riguarda le cose cinesi – che in cinese mente si dice jin, cuore, il posto che i cinesi toccano quando noi, invece, tocchiamo la tempia; e che i caratteri, le parole della lingua ideografica cinese, esprimono contemporaneamente sostantivi e verbi (l’essere e il divenire; un pensiero differente…)[2]. Quello che più intriga, in Zhai, è questo riferimento all’ineffabilità…

Il silenzio e la poesia come atto della vita non linguistico richiedono forza, impegno, e occasioni. Esigenze cui è difficile far fronte. La poesia del silenzio – il silenzio della poesia, richiedono una vita poetica (forse anche: una vita tout court), una spinta ulteriore, un sovrappiù rispetto alla distinzione harendtiana di vita activa / vita contemplativa.

Non c’è silenzio, non c’è (più?) poesia nella dimensione activa, ambito sovrano della passività, dell’alienazione e dell’inefficacia, che pone di fronte ad un bivio quei pochi coraggiosi, che si inoltrano così lontano, con due piedi in una scarpa, in questa dimensione liminale: suicidio della parola o separazione estrema del significante dal suo significato. La poesia è un luogo dove la parola risuona, in cui la parola è (ri)collocata e si libera dalla necessità di (ri)suonare. La parola riposta. Ma dove?

Non sono capace di parlare. Sguardo che si posa sulle cose, che abbraccia con stanchezza la distanza tra le cose. Pensiero interstiziale.

Se la Harendt ammetteva la vita activa in funzione strettamente necessaria a quella contemplativa, io mi chiedo quale attività sia, oggi, possibile. La poesia è nell’azione che abbandona la ricerca della verità nel logos, e si apre alla verità ricevuta, offerta in dono, riscoperta, nella quale la parola (il significante affrancato dal significato) risuona. Azione non come atto terminale (tecnico o morale) eseguito dal corpo sotto la spinta che la ragione esercita sulla volontà; ma azione che attraverso il corpo provoca la volontà ed illumina la ragione. Azione simbolica, e non strumentale. Ma quale activitas tollera la riduzione al minimo, se non l’annientamento, della strumentalità? Cosa fare?

Certamente Zhai Yongming non aveva in mente queste domande quando ha deciso di aprire il suo locale[3], ma questa scelta è causa di amichevole simpateticità. Queste domande non hanno, per ora, risposta. Il poeta ascolta. Senza questa ricettività, non siamo in grado di accogliere alcun dono, se mai ci sarà offerto. C’è però qualcosa che lo è già: un raggio di sole, un’inclinazione particolare della luce che getta una certa chiarezza sulle cose. Il loro «sorgere e cadere». Un ciottolo, un filo d’erba; una tazza di tè…

(Legenda: “poesia” / “silenzio” sono qui intesi fungibili con “autenticità”, parente (prossima o lontana che sia) della verità. “Poesia” non induca nell’errore di considerare il termine come “letterario”; “silenzio” non induca nell’errore di considerarlo “filosofico”. Piuttosto, chiedersi quale contiguità tra “poesia” e “contemplazione”…).

Zhai Yongming

Il suo punto di vista

lei sposta il suo punto di vista da un’estremità del letto

all’altra per guardare come il tuo corpo

si sbarazza di

abiti cellulare scarpe

e poi ci sono le tue dita

sottili esplicite

come ascoltassero ancora una volta

quello scontro di pelvi e giorno

ognuno è neutralizzato

ognuno ha perso la salute

ognuno è esposto al di fuori del proprio corpo

destinato a una tana di dolore

anche indossando un’armatura i tuoi punti di agopuntura

non potrebbero essere individuati adesso

ogni centimetro della tua pelle potrebbe finalmente

impigrirsi offerta al tocco

e per questo lei sarà felice per un po’

spegni la luce l’orgasmo dell’evoluzione dice molto spesso:

ciò che sei pronto a offrire stanotte

non è molto importante per lei

(i loro figli saranno testimoni

dell’intero processo di nascita:

fluido amniotico sangue bambino

alla carica nella baraonda

nessuna goccia di sperma rimasta

nessun centimetro di stanza rimasto per il riposo)

Traduzione di Massimo Barbaro (sulla versione inglese di Simon Patton; da: http://china.poetryinternational.org/cwolk/view/24372)

 ~

Feriti lievi

ecco i feriti lievi

garza bianca come le loro facce

le loro ferite ricucite di netto più della guerra

eccoli arrivano

portandosi le cose che amano

parti che non sono morte

si tolgono di dosso le uniformi si lavano

usano assegni carte di credito

la città ferita grave ribolle

il suo battito la sua temperatura sale e scende

più rapida della guerra

più lenta del terrore

la città ferita grave

distribuisce protesi e bende

adesso sanguina una secrezione verde

dà un onnipotente potere di pietra

uno dei feriti lievi alza la testa

per uno sguardo a quelle costruzioni estetiche

seimila bombe precipitano giù

lasciano un deposito di armi in fiamme

seimila bombe bruciano

come seimila occhi feriti gravi

che illuminano furiosamente le facce

di migliaia di donne con i loro mariti

di uomini con mogli di donne e uomini non sposati

zolfo asfalto coprono i loro corpi

ai loro piedi, ossa aggrovigliate rigide

una mappa ferita grave nella mano

il ferito lieve d’ora in poi

va da solo in cerca di quei

nuovi edifici a forma di vascello

forme sottili, leggere appuntite

il collo di questa città

ora si allunga aguzzo:

facile da fare a fette

e tenere alla larga un bel po’ di tagli

~

Traduzione di Massimo Barbaro (sulla versione inglese di Simon Patton, da: http://china.poetryinternational.org/cwolk/view/24371)

_______________

[1] Zhai Yongming, Waiting for a Miracle to Happen, http://china.poetryinternational.org/cwolk/view/24495.

[2] «Leggendo il cinese non stiamo ad agitare bussolotti mentali, ma osserviamo cose evolvere il proprio fato». Ernest Fenollosa, L’ideogramma cinese come mezzo di poesia, una ars poetica, Libri Scheiwiller, Milano 1987, pp. 19-29.

[3] Neanch’io, per la verità, vent’anni fa, quando ebbi un’idea simile. In materia di velleità poco convinte, chiamo a testimoniare Luigi Chirizzi…

in Fuoricasa.Poesia Magazine (http://www.fuoricasapoesia.blogspot.com/)

postato da error405 25/07/2006 11:02

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: