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Se proprio dovessi darne un equivalente fisico, a questo spazio mentale potrebbe corrispondere uno scaffale della mia libreria. (La mia libreria – sempre più ingombra – è suddivisa per aree geografiche degli autori; un solo scaffale, però, non rispetta questo criterio: è il posto dei libri per così dire “di formazione”, il sancta sanctorum, i libri da portar via in caso di fuga, o di incendio…).

Da giovane, ho passato ore e ore nella Biblioteca Nazionale, e avevo l’abitudine di frequentare le librerie (ci sarà pure Amazon, ma ogni tanto ho nostalgia di Laterza in via Sparano…); spesso mi prendeva il brivido della enormità (e inanità) del numero dei libri stampati, vecchi e nuovi.

E il fatto di essermi messo anch’io scrivere non fa che aumentare la vertigine, superata solo dal pensiero che è il silenzio, l’ineffabile, la vera dimensione…

postato da error405 30/04/2004 12:44

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