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O lugar de onde eu vim
brota no coração
o lugar aonde eu nasci
está no mundo e em mim.
O lugar que a gente sonhar
pode exixtir existirá
vive em nós e viverá
enquanto hauver canção

(Fernando Brant)

Il luogo da cui vengo / sgorga dal cuore / il luogo dove sono nato / è nel mondo e in me // Il luogo che la gente sogna / può esistere, esisterà / vive in noi e vivrà / fin quando ci sarà una canzone

 

Sempre più prossimi al silenzio, all’aforisma come unica forma letteraria possibile, all’e-mail come abbandono dell’orto-grafia (scrittura automatica (Breton) + acrostici + fretta).

Un libro di cui è stato scritto solo il titolo, il colophon, e le intestazioni dei capitoli. E la storia? Spiacente: non é la destinazione (“o lugar que a gente sonhar“) la cosa piú importante del viaggio. É il percorso.

I titoli dei brani musicali sono l’unica componente testuale, letteraria, del linguaggio musicale. Tutta la poetica è lì, la musica parla per altri meccanismi tutti suoi. A saperli leggere, soltanto nei titoli l’autore lascia un’unica traccia del suo intento emotivo o della sua ricostruzione finale della solo apparente devastazione improvvisativa. Citazione. Appropriazione.

Un film con solo la soundtrack, nostalgia dei tempi della radio…

Ma è rimasto ancora qualcuno capace di ascoltare?

postato da error405 06/05/2004 19:30

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