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«Aber die Wolke: / sie zieht»
(«Ma la nube: / essa trascorre»)
P. Celan, Di soglia in soglia, 1955


Che cosa dobbiamo veramente conoscere. Che cosa dobbiamo perseguire. Su quale tra i tanti rivoli in cui inutilmente si disperdono i nostri sforzi dovremmo concentrare la volontà. Cosa è davvero importante, cosa serve davvero e cosa è inutile. Cosa sarà stato davvero fatto bene. Cosa è bene davvero.
Appena finito di vedere Il bambino dal pigiama a righe, ancora seduto sul divano, il pensiero che è successo ancora. Da qualche parte sta succedendo ancora; in modo cruento, o, peggio, nel modo più neutro possibile della necessità inevitabile, del sistema. Ma quello che è peggio, e che accade, ancora, e qui: è il nascondimento della verità, lo sviamento a fini altri, lo scollamento del fatto dal suo senso. Sappiamo nel nostro intimo dell’inesistenza della verità, e del senso (e ne siamo grati alla filosofia). Ma non possiamo rassegnarci a chiederci, a chiedere, cosa è davvero importante, su cosa dobbiamo concentrare le nostre ultime forze, cosa dobbiamo salvare, cosa dobbiamo davvero sapere. E tramandare. Non abbiamo alcun timore della morte, della solitudine, della mancanza di senso e di libertà. Eppure ci preoccupiamo dei nostri simili, e degli altri, e tutte quelle domande sono scritte senza il punto interrogativo. Anche senza, sono lì, a chiederci. Anche a quelli che se ne stanno seduti, a occhi chiusi, da qualche parte.

[4.IV.2010]

postato da error405 10/06/2010 09:59

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